Nicola Ricciardi a proposito della riscossione coattiva

Segue un estratto dallo studio realizzato dall’Avvocato Nicola Ricciardi insieme ai colleghi Marco Pellegrino e Alessio Foligno, un volume pensato per i professionisti in diritto tributario in cui sono esaminate le riforme del servizio di riscossione delle tasse e le modalità con cui la società Riscossione è diventata Equitalia.

nicola ricciardi avvocatoGli effetti della riforma della riscossione

L’art. 3 del d.l. 30 settembre 2005, n. 203, convertito nella legge 2 dicembre 2005, n. 248, reca la riforma del servizio nazionale della riscossione a mezzo ruolo di cui al d.lgs. 13 aprile
1999, n. 112. Il disegno complessivo della riforma ha condotto alla nazionalizzazione dello stesso sistema tramite la costituzione, da parte dell’Agenzia delle entrate e dell’INPS, della società
Riscossione s.p.a., a maggioranza pubblica incedibile, che con d.l. del 4 luglio 2006, n. 223 convertito in l. 4 agosto 2006, n.248 ha mutato la propria ragione sociale in Equitalia s.p.a.

Il processo di nazionalizzazione è stato attivato tramite l’acquisto da parte di Equitalia s.p.a. di una quota non inferiore al 51% del capitale delle aziende già concessionarie, alle quali sono state assegnate proporzionalmente azioni della stessa società acquirente. Con il 31 dicembre 2010 i soci pubblici di Equitalia s.p.a. riacquisteranno le azioni cedute ai privati nonché le partecipazioni ancora detenute da privati nelle società ex-concessionarie, venendo così a completare il predetto processo di nazionalizzazione (dopo tale termine i soci pubblici potranno eventualmente cedere le loro azioni a privati prescelti conformemente alle regole di evidenza pubblica, purché mantengano
il controllo del 51% del capitale sociale di Riscossione s.p.a.).

L’intera operazione ha avuto ed avrà evidenti riflessi anche nei confronti degli enti locali e della gestione della fiscalità locale:
a) fino al momento dell’eventuale cessione (totale o parziale) a Riscossione s.p.a. oggi Equitalia, (30 settembre 2006 data di entrata in vigore della riforma), le aziende concessionarie avevano la possibilità di trasferire ad altra società (“new co.” od altro soggetto iscritto all’albo dei soggetti abilitati allo svolgimento delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi e delle entrate degli enti locali di cui all’art. 53 del d.lgs. 446/1997) il ramo d’azienda afferente la fiscalità locale. Il
comma 24 del citato art. 3, infatti, consentiva lo scorporo, da effettuarsi tramite scissione, conferimento o cessione di ramo d’azienda, delle “attività svolte in regime di concessione per conto
degli Enti locali” (le attività svolte dal concessionario in base alla vigente legislazione nazionale, con particolare riferimento alla riscossione spontanea di Ici e Tarsu ed alla riscossione coattiva
e le attività di liquidazione, accertamento e riscossione svolte dal concessionario in virtù di gare ed affidamenti dallo stesso conseguiti) ad una società neocostituita a condizione che avesse i requisiti ed ottenesse successivamente l’iscrizione all’albo previsto dal d.m. 289/2000 “nonché a quelle di cui all’articolo 53, comma 1, del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446”. Le società beneficiarie del trasferimento avvenuto in circa 10 casi rispetto ai 90 ambiti provinciali, continueranno a gestire – fino al 31 dicembre
2010 e, comunque, “in mancanza di diversa determinazione degli stessi enti” – i predetti rapporti con gli Enti locali, previsione, questa, comunque opportuna per evitare eventuali sospensioni
del servizio. In questo caso:

1) la riscossione coattiva delle entrate di spettanza degli Enti
locali è effettuata mediante ingiunzione fiscale ex r.d. n. 639/
1910, “salvo per i ruoli consegnati fino alla data del trasferimento,
per i quali il rapporto con l’Ente locale è regolato dal d.lgs. 13 aprile
1999, n. 112, e si procede nei confronti dei soggetti iscritti a
ruolo sulla base delle disposizioni di cui al d.P.R. 29 settembre
1973, n. 602”.
Come precisato dall’Agenzia delle entrate con risoluzione 13 aprile
2006, n. 52, “nei confronti della società scorporata, non potranno
trovare applicazione le disposizioni contenute nel d.lgs. 13 aprile 1999,
n. 112, salvo che con riferimento ai ruoli consegnati fino alla data del
trasferimento d’azienda”; “la società scorporata, non potendo utilizzare
il ruolo quale titolo per il recupero coattivo (…) non potrà neanche avvalersi
dei modelli di pagamento … bollettini RAV ed F35”;
2) secondo l’Agenzia (rif. citata r.m. n. 52) “dopo lo scorporo, l’attività di riscossione coattiva iniziata in precedenza nei confronti di uno stesso debitore, sia per i carichi affidati dagli enti locali dell’ambito che per altri carichi, non potrà che essere proseguita dalla società concessionaria acquisita da Riscossione s.p.a. (oggi Equitalia s.p.a.), con esclusivo riferimento ai crediti per i quali perdura la sua legittimazione allo svolgimento dell’azione di recupero, vale a dire per i crediti iscritti a ruolo da soggetti diversi dagli enti locali d’ambito”;
3) “si ritiene indispensabile che la società scorporata invii al debitore, cui prima dello scorporo sono state notificate cartelle di pagamento non ancora assolte al momento dello stesso scorporo, un avviso relativo a tutti i ruoli per i quali è divenuta titolare dell’azione di recupero, avendo cura di indicare in tale avviso anche il dettaglio del credito per cui procederà, nonché le modalità con
cui il debitore dovrà effettuare il successivo versamento”;
b) se, invece, le aziende ex-concessionarie non hanno proceduto allo scorporo le attività di fiscalità locale sono gestite da Equitalia s.p.a. – o dalle società (già concessionarie) dalla stessa acquisite o partecipate per effetto della menzionata nazionalizzazione – fino al 31 dicembre 2010, fatta salva la facoltà dell’ente di disporre diversamente in qualunque tempo, come stabilito dal primo periodo del comma 25 del citato art. 3. Occorre osservare che in sede di conversione, al termine del primo periodo
del predetto comma 25, è stata aggiunta l’espressione “fermo il rispetto di procedure di gara ad evidenza pubblica” che ha generato non pochi dubbi in merito alla sua corretta interpretazione,
posto che:
– da un lato, la complessiva ratio della norma prefigura una
continuazione delle attività da parte di Equitalia s.p.a. senza
necessità di esperire alcuna procedura di gara;
– dall’altro, il significato letterale dell’inciso da ultimo aggiunto
può motivatamente sostenere interpretazioni di senso opposto.
Con apposita circolare dello scorso aprile, l’ANCI è intervenuta
sul problema precisando che:
– in caso di mancato scorporo la riscossione fino al 31 dicembre
2010 potrà essere “affidata a Riscossione s.p.a. (oggi Equitalia
s.p.a.) o a società da quest’ultima partecipate, senza la necessità
di esperire una gara ad evidenza pubblica”;
– “dal 1° gennaio 2011 la riscossione coattiva (… ma anche quella
spontanea…) potrà essere … affidata a Riscossione s.p.a. (oggi
Equitalia s.p.a.) o a società da quest’ultima partecipate, soltanto a
seguito dello svolgimento di procedure ad evidenza pubblica”.
Tale interpretazione risulta conforme all’intero tessuto normativo
dell’art. 3 in questione, tenuto conto che, per gli aspetti che
qui interessano, lo stesso risulta fondato sui seguenti elementi:

1) assicurare agli enti la continuazione nel servizio con Equitalia
s.p.a. senza l’obbligo di esperire alcuna procedura all’avvio
della riforma (cioè al 1° ottobre 2006);
2) la facoltà degli enti di procedere autonomamente in qualsiasi
periodo ai sensi dell’art. 52 del d.lgs. n. 446/1997;
3) la necessità, per gli enti, di determinare ed esprimere entro il 31 dicembre 2010 la scelta della forma di gestione prescelta in conformità del citato art. 52.
Si evidenzia, per completezza, che il regime transitorio – che stabilisce la possibilità di prorogare fino al 31 dicembre 2010 i rapporti in essere con gli attuali gestori – vale per tutti i contratti già in corso stipulati con tutti i soggetti iscritti all’albo (sia gli ex concessionari ex d.lgs. 112/1999, sia i concessionari iscritti esclusivamente all’albo ex d.m. 289/2000), come stabilito dall’ultimo
periodo del comma 25. Ciò consente la prosecuzione di tali rapporti anche in presenza del divieto di proroga dei contratti stabilito dall’art. 23 della legge n. 62/2005 (legge comunitaria 2004), e conferma anche la possibilità di procedere al rinnovo delle convenzioni tra gli Enti locali e Equitalia s.p.a. (o le
società dalla stessa partecipate) o con le società scorporate. Va espressamente ricordato che ai sensi del comma 25-bis dell’art.3 della legge che ci occupa, salvo quanto previsto espressamente dalla proroga di cui al comma 25 citato, le società cessionarie dei rami di azienda relativi alla gestione delle entrate degli Enti locali, la Equitalia s.p.a. e le società da quest’ultima partecipate “possono svolgere l’attività di riscossione delle entrate degli enti pubblici territoriali soltanto a seguito di affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica e dal 1° gennaio 2011”. Questo vuol
dire che sino a detta data i soggetti richiamati non potranno partecipare
alle procedure ad evidenza pubblica.

 

Nicola Ricciardi a proposito della riscossione coattivaultima modifica: 2013-04-15T12:33:00+00:00da nicolaricciardi
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